Telematica
6.0 PROTOCOLLI DI TRASMISSIONE

Esistono oggi diversi tipi di modem, tecniche di codifica, modulazioni, metodi di correzione ed individuazione degli errori semplici o complessi, velocità di trasmissione e così via.

L’ ISO è certamente il più importante degli organismi internazionali che stabilisce, nel campo della trasmissione dati, tutta una serie di regole che assumono il nome di protocolli di trasmissione, atte a rendere compatibile il dialogo fra due modem.

L’ ISO  ha delineato un modello generale, detto OSI, al quale devono unificarsi tutti quelle aziende costruttrici che intendono produrre del materiale compatibile a quello già esistente sul mercato.

6.1 MODELLO ISO /OSI

Ha assunto il nome particolare di modello ISO / OSI lo standard internazionale dei protocolli di trasmissione oggi generalmente accettato.

Questo standard individua 7 livelli di comunicazione secondo lo schema rappresentato in figura.

I protocolli sono dunque una serie di norme che vanno applicate per rendere compatibili i collegamenti tra due sistemi di elaborazione dati.

Essi devono quindi rendere compatibili le tensioni elettriche e le forme d’onda del DTE e del DCE, devono consentire un uguale tipo di trasmissione, cioè sincrona o asincrona, scegliere uno stesso metodo per la correzione degli errori e così via.

Approfondimento:

6.2 PROTOCOLLI ASINCRONI

Secondo il tipo di trasmissione, si possono avere protocolli sincroni o asincroni.

Talora poi coesistono ambedue in uno stesso sistema di trasmissione, quando però sono presenti dei convertitori di protocollo.

Le telescriventi, nate per prime, usarono la trasmissione asincrona, certamente più elementare nella sua struttura e nel principio di funzionamento.

Il primo protocollo di trasmissione fu dunque di tipo asincrono e fu usato nelle telescriventi con il nome TTY.

Con la nascita dei modem, la tecnica ebbe un miglioramento e nacquero in ordine di tempo protocolli migliori come:

Queste sono tre versioni l’una successiva all’altra, ma oggi quasi superate per la loro lentezza conseguenza di un insieme complessivo di tecniche e norme oggi tutte migliorate.

Ove possibile, perciò, si preferisce la comunicazione sincrona, certamente più veloce e più moderna in tutte le sue caratteristiche.

6.3 PROTOCOLLI SINCRONI

I protocolli sincroni consentono una velocità di trasmissione dei dati maggiore di quella dei protocolli asincroni in quanto non utilizzano i bit di start e i bit di stop per ogni carattere.

I sistemi sincroni trasmettono trame sequenziali costituite da tanti blocchi di dati numerici precedute dai caratteri di sincronismo, indispensabili per rigenerare la portante in arrivo e consentire la comprensione e la decodifica dei dati ricevuti.

I protocolli sincroni si suddividono in due famiglie:

  • Protocolli orientati al byte.
  • Protocolli orientati al bit.

I protocolli orientati al byte usano come elemento costitutivo delle trame i caratteri, cioè i byte e sono nati per primi.

I protocolli orientati al bit, nati per ultimi, usano invece il bit come elemento costitutivo delle trame.

6.4 PROTOCOLLI ORIENTATI AL BYTE

Il protocollo BSC è un protocollo orientato al carattere molto diffuso ed è conosciuto sotto tre diversi tipi:

  • BSC1 usato nei collegamenti punto - punto su linea dedicata 
  • BSC2 usato nei collegamenti punto - punto su linea commutata
  • BSC3 usato nei collegamenti multi - punto su linea dedicata
6.5 PROTOCOLLI ORIENTATI AL BIT

I protocolli orientati al bit sono nati circa dieci anni dopo quelli orientati al byte ed hanno parecchi vantaggi su di essi, di cui i principali sono:

  • E’ possibile il funzionamento sia in half duplex che in full duplex
  • E’ possibile trasmettere molte trame di seguito senza attendere riscontro.
  • I blocchi trasmessi possono contenere sia dati che elementi di controllo.
  • Si effettua il controllo degli errori sia sui dati trasmessi che sulle informazioni di servizio.
  • E’ sempre possibile la trasmissione in trasparenza
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