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| 3.0 LE CODIFICHE |
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In un sistema di trasmissione dati si effettuano, di norma, tre tipi di codifiche, nella fase di trasmissione, e tre corrispondenti decodifiche in fase di ricezione, secondo lo schema indicato a sinistra:

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La sorgente rappresenta l’informazione da trasmettere che può essere di vario tipo.
Se, ad esempio, è costituita da un testo dattiloscritto, allora colui che deve trasmetterlo, deve digitarlo alla tastiera del computer effettuando una prima CODIFICA DI SORGENTE convertendola da testo alfanumerico ad una sequenza di byte costituiti da otto bit ciascuno per mezzo del codice ASCII.
Altri codici di sorgente più antichi sono il CODICE BAUDOT a cinque simboli, usato nel campo delle telescriventi ed il CODICE MORSE usato in campo telegrafico già da quasi un secolo.
In ognuno di questi casi sopra indicati l’informazione, costituita originariamente da un testo, è convertita tramite una codifica di sorgente, in una sequenza di bit, o in generale di simboli. |
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La codifica di canale è volta a garantire che i bit da trasmettere arrivino a destinazione senza errori durante l’attraversamento del mezzo trasmissivo, ove sono sempre in agguato i disturbi di cui si è già detto.
Questo si realizza per mezzo della CODIFICA DI CANALE con l’aggiunta di bit ridondanti, cioè in più, che non contengono informazione, ma che consentono, una volta giunti a destinazione, di verificare se ci sono stati errori.
Si hanno così i codici ad individuazione di errore e, se si vuole anche correggerli, i codici a correzione di errore. |
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Questo tipo di codifica è necessario per adattare il segnale al tipo di linea in cui deve transitare.
Nelle centrali numeriche e nei computer i dati transitano in codice NRZ dove all’ 1 logico corrisponde il livello alto e allo 0 logico il livello basso.
Ora, nelle linee di trasmissione, siano esse il doppino telefonico che arriva a casa dell’utente, siano i cavi coassiali o le fibre ottiche, non è possibile usare questo codice, perché non consente la rigenerazione della portante e perché, comprendendo una componente continua, non è in grado di attraversare i traslatori differenziali delle centrali di commutazione.
Il problema della rigenerazione della portante si risolve talora con il codice RZ, con una transizione a metà periodo, in quanto il suo spettro contiene la frequenza della portante, ma comprende ancora una componente continua.
Quando il mezzo trasmissivo prevede lungo il suo percorso dei trasformatori che non consentono il passaggio della componente continua, allora bisogna modificare la forma del segnale in modo tale che esso non comprenda la componente continua cosa che si risolve con i codici AMI o HDB3.
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APPROFONDIMENTI |
| CODICI NRZ - RZ - AMI - HDB3 |
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