Alterazione di un segnale prodotta da un dispositivo o da un canale di comunicazione.
Può essere di:
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Ampiezza
Si ha la distorsione di ampiezza quando la funzione di trasferimento del quadripolo in oggetto ha modulo non costante con la frequenza.
Si manifesta quando, ad esempio, un segnale ad onda quadra, immesso all'ingresso di una linea a radiofrequenza con attenuazione diversa al variare della frequenza, si presenta deformato in uscita perché le sue varie armoniche componenti vengono attenuate in modo diverso dalla linea
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Fase
Si ha quando la fase della funzione di trasferimento non è lineare con la frequenza, ovvero quando il tempo di transito attraverso il dispositivo o il canale di collegamento in oggetto, non è lo stesso per tutte le frequenze interne alla banda utile.
Si ha quando il dispositivo non ha caratteristica ingresso - uscita di tipo lineare.
In questo caso al crescere del segnale d'ingresso, il segnale di uscita non cresce proporzionalmente e quindi, ad esempio, una sinusoide in ingresso non dà luogo ad una sinusoide in uscita.
Nascono infatti, in uscita, delle armoniche che non erano presenti in ingresso.
Questo tipo di distorsione genera armoniche indesiderate in uscita che possono essere misurate sia singolarmente sia globalmente dando luogo ad una distorsione di:
2° armonica |
3° armonica |
n° armonica |
totale |
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è quella distorsione che si aggiunge alla distorsione armonica nel caso di dispositivo non lineare allorché il segnale d'ingresso è costituito da un segnale non sinusoidale ovvero quando si hanno più ingressi contemporanei diversi.
In questi casi, infatti, oltre alle armoniche dovute alla non linearità del componente, in uscita si hanno anche altri termini, chiamati prodotti di intermodulazione le cui frequenze sono combinazioni lineari delle frequenze presenti nel segnale o nei segnali d'ingresso.
Questa distorsione è presente, in modo particolare negli amplificatori finali di potenza che non hanno caratteristica lineare e dove sono presenti, in ingresso, segnali modulati o composti da varie frequenze.
Questa caratteristica degli elementi attivi non lineari, che normalmente costituisce un difetto da eliminare, in talune circostanze, invece, può essere richiesta al fine di produrre nuove frequenze non presenti nel segnale d'ingresso.
Nei modulatori, infatti, in ingresso entrano il segnale modulante ed la portante ed in uscita si hanno, come prodotti di intermodulazione, il segnale modulato traslato in frequenza, ed altre righe spettrali.
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