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| CENNI STORICI |
La RADIO oggi è intesa come quel dispositivo in grado di trasmettere o di ricevere segnali audio via etere per mezzo di onde elettromagnetiche.
L'esistenza delle onde elettromagnetiche, generate dall'alternanza dinamica fra campi elettrici e magnetici, era stata intuita e dimostrata per la prima volta da James Clerk Maxwell, insigne fisico inglese che, nel 1865, aveva sintetizzato in quattro famose equazioni tutte le scoperte fin allora fatte, relative ai fenomeni elettrici e magnetici.
Si fa coincidere, per tradizione, la nascita della RADIO
con il primo esperimento di trasmissione di onde elettromagnetiche che Guglielmo Marconi effettuò nel 1895 nella tenuta paterna di Villa Grifone, a Pontecchio vicino Bologna.
In quella occasione Marconi, poco più che ventenne,
riunì in un unico sistema di trasmissione, invero
alquanto rudimentale, dispositivi inventati dagli scienziati suoi predecessori, ma realizzando, per la prima volta nella storia, la trasmissione di onde elettromagnetiche a distanze dell'ordine di quasi due chilometri e, per di più al di là di una collina. |
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| LA TRASMISSIONE RADIO |
SCHEMA A BLOCCHI DI UN SISTEMA DI TRASMISSIONE RADIO

Tutti i sistemi di trasmissione radiofonici sono sempre costituiti da un trasmettitore che termina con un'antenna che irradia le onde elettromagnetiche, e da un ricevitore, che capta il segnale attraverso un'altra antenna.
Dal punto di vista delle lunghezze d'onda, le trasmissioni radiofoniche possono impiegare le onde lunghe, medie, corte cui corrisponde una tabella delle frequenze in cui sono descritti anche gli usi delle onde elettromagnetiche nelle Telecomunicazioni.
Dal punto di vista del tipo di modulazione, esistono trasmettitori radio in modulazione di ampiezza, e in modulazione di frequenza.
Con riferimento al tipo di trasmissione, esistono tre diversi modi di trasmettere:
Vi sono trasmissioni di tipo simplex, cioè a senso unico, non essendo prevista la possibilità di rispondere, come ad esempio quelle di tipo broadcast, che avvengono da una sede centrale, la RAI di Roma che funge da trasmettitore, a tutte le radio dei singoli utenti italiani che fungono da ricevitori.
Esistono invece altri sistemi, come gli apparati dei radioamatori o dei CB (citizen band = banda cittadina) in cui la trasmissione è half duplex, cioè alternativamente nei due sensi.
Infine il sistema dei cellulari, è annoverato fra i sistemi radio, in cui la trasmissione è di tipo full duplex, potendosi trasmettere e ricevere contemporaneamente. |
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| STEREOFONIA |
Con il perfezionarsi della tecnica e dei sistemi elettronici, intorno agli anni sessanta, si poté dare più spazio alle esigenze audio - estetiche di una distribuzione spaziale del suono consistente nella sensazione di essere al centro di un'orchestra con i violini a destra e i tamburi a sinistra, oppure nel bel mezzo di una foresta con suoni o rumori di ogni tipo provenienti da direzioni differenti.
Questo effetto prese il nome di stereofonia e stereofoniche si chiamarono le trasmissioni radio che riproducevano a distanza questo effetto allorché le direzioni di provenienza dei suoni erano soltanto due, mentre vi furono successivamente numerosi tentativi, spesso falliti, perché troppo complicati, di riproduzioni e trasmissioni tetrafoniche, cioè con quattro direzioni di provenienza del suono.
Quest'ultimo sistema si è successivamente evoluto fino alla più recente tecnica del Dolby Surround che produce l'effetto di sentirsi circondati del tutto, avvolti, (surround) dal suono.
La trasmissione radio di tipo stereofonico corrisponde allo schema seguente.
Due microfoni diversi, il sinistro ed il destro, immettono due diversi segnali elettrici nel modulatore stereo che li elabora opportunamente creando un nuovo segnale multiplex stereofonico, che comprende ambedue le informazioni del canale destro e del sinistro.
Questo segnale complesso, perfettamente compatibile sia con i ricevitori stereofonici che con quelli monofonici, andrà a modulare una sola portante a radiofrequenza (RF) in modulazione di frequenza (FM), trasmessa e ricevuta a distanza, via etere, tramite due antenne opportunamente sintonizzate sulla gamma delle FM che è 88 MHz - 108 MHz.
Il ricevitore FM, riproduce fedelmente il segnale stereo complesso e lo immette nel demodulatore stereo che ne separa le componenti originarie, rinviando il segnale destro ed il sinistro alle rispettive casse per la riproduzione come schematicamente indicato nella figura qui sopra. |
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