I Ponti Radio sono dei collegamenti radio bidirezionali fra due stazioni fisse, effettuati a mezzo di microonde, utilizzando antenne paraboliche.

Possono avvenire direttamente fra due punti della terra ed allora si chiamano Ponti Radio terrestri.
Possono invece collegare due punti lontani sulla terra per mezzo di un satellite artificiale per Telecomunicazioni ed allora si chiamano ponti radio satellitari.
I ponti radio si classificano, in base al tipo di modulazione, in analogici e numerici.
I ponti radio utilizzano, per le trasmissioni, frequenze nel campo dei Gigahertz e quindi lunghezze d'onda dell'ordine del centimetro, per cui le antenne impiegate sono necessariamente del tipo parabolico, fortemente direttive, ad altissimo guadagno, tipicamente dell'ordine di 40 - 50 dB.

A seguito dell’uso delle antenne paraboliche, vengono pertanto a formarsi dei fasci di onde elettromagnetiche ad alta frequenza, strettissimi e concentrati, che consentono la trasmissione di una grande quantità di informazioni che, nel caso di distanze di qualche decina di chilometri vengono trasmesse con pochi Watt di potenza.
Poiché la propagazione delle onde elettromagnetiche a queste frequenze avviene in modo analogo a quella della luce, la trasmissione avviene in modo rettilineo, perciò le antenne devono essere a visibilità diretta, cioè l’una deve vedere l’altra, senza ostacoli in mezzo, che intercetterebbero il fascio di onde interrompendo la trasmissione.
I Ponti Radio vengono usati per usi telefonici, televisivi, radiofonici, musicali e per trasmissione dati.
La capacità trasmissiva di un ponte radio indica la quantità di informazioni che è in grado di trasmettere e si misura in numero di canali telefonici ognuno dei quali è largo 4 KHz, così ad esempio, un ponte radio con larghezza di banda di 96 KHz ha capacità trasmissiva di:

In ogni stazione sono sempre presenti un trasmettitore (T) e un ricevitore (R) funzionanti a frequenze diverse per non entrare in autooscillazione.
Quando la distanza da coprire è troppo grande, si posizionano dei ripetitori in posizioni intermedie secondo lo schema seguente nel quale si evidenzia come sia possibile sia l’uso di una sola, sia di due antenne separate per la trasmissione e la ricezione, e come sia costituita la stazione ripetitrice intermedia.

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