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Le radiodiffusioni in stereofonia attualmente usano la FM (Frequency Modulation.
L'insieme delle frequenze che il microfono della camera di regia registra, è costituito dalla banda stereofonica, che è stata normalizzata già nel 1961 dalla F.C.C. (Federal Communications Commission):
B = 30 Hz - 15 KHz
Questa banda coincide quasi con la banda di sensibilità dell'orecchio umano che è, mediamente:
B = 20 Hz - 20 KHz
in modo che questo sistema stereofonico consente praticamente di trasmettere tutto quello che l'orecchio umano può sentire.
Diversamente avveniva per le trasmissioni in AM, attualmente attive ma in disuso, che avendo una banda di 5.000 Hz sono molto più simili alla banda telefonica che è:
B = 300 Hz - 3.400 Hz.
Nella AM, infatti, si trasmette la voce umana, ma non la musica, o meglio, non fedelmente, visto che i violini, ad esempio, hanno uno spettro che supera i 9.000 Hz e che quindi è ben trasmesso dalla FM che arriva a 15.000 Hz ma mal trasmesso dalla AM che arriva appena a 5.000 Hz |
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| NOZIONI TEORICHE |
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Nella FM sono presenti: una modulante di tipo analogico, ed una portante sinusoidale.
Ma, un segnale periodico può svilupparsi in serie di Fourier, cioè in una somma di infinite sinusoidi che può essere troncata a quella armonica la cui ampiezza ha valore trascurabile per gli strumenti e i sensi dell'uomo.
Pertanto, è sempre lecito considerare il segnale modulante come costituito da singole sinusoidi. Per semplicità esaminiamo una sola di queste armoniche la cui funzione matematica si può esprimere indifferentemente sia in seno che in coseno. |
Ad esempio:
| PORTANTE: |
MODULANTE: |
Con: |
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Nella modulazione di frequenza (FM), l'ampiezza del segnale modulato è mantenuta costante ed eguale al valore della portante a riposo Vp.
La frequenza invece varia, proporzionalmente all'ampiezza istantanea del segnale modulante ed il massimo scarto di frequenza, rispetto alla frequenza portante a riposo si chiama ed è uguale a 75 KHz essendo stato normalizzato nel 1961.
La rapidità con cui avviene tale variazione è determinata dalla rapidità della legge di variazione nel tempo del segnale modulante stesso, 
Pertanto, mentre nella portante a riposo:

la pulsazione  ha valore costante, nel segnale modulato la nuova pulsazione deve essere proporzionale, secondo una costante KF caratteristica del modulatore, all'ampiezza del segnale modulante:

Dunque la pulsazione istantanea del segnale modulato in FM deve avere la forma:








In base alla serie di Bessel si dimostra che il segnale suddetto, rappresentante la modulazione in frequenza di una portante sinusoidale con una modulante sinusoidale, è rappresentato da infinite sinusoidi secondo l'espressione matematica:


Sull'asse delle ascisse vi è l'indice di modulazione m, e sulle ordinate le funzioni di Bessel J0, J1, J2, ....
Le funzioni di Bessel possono assumere solo valori inferiori a 1 in modulo ed anche il valore 0.
Si deduce che per alcuni valori dell'indice di modulazione m, alcune righe dello spettro del segnale modulato in FM possono sparire.
Si chiamano zeri di Bessel quei valori dell'indice di modulazione m (2,4; 5,5; 8,7; 11,8; ecc.) che annullano J0, per cui la trasmissione avviene in assenza di portante, e quindi con rendimento del 50%.
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Una storia complessa e avvincente, piena di colpi di scena. Un uomo incapace di rapportarsi con le sue donne, capace solo di venderle.
Giorgio Faletti, fa parte degli scrittori di narrativa moderni, ha scritto "Io uccido", che solo in Italia ha venduto più di quattro milioni di copie ed è stato tradotto in tutte le principali lingue del mondo.
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| SPETTRO DEL SEGNALE MODULATO IN FM |
Per lo studio dello spettro, cioè dell'insieme di tutte le sinusoidi che rappresentano nel dominio della frequenza il segnale modulato, è più semplice fare un esempio.
Esercizio:
Tracciare lo spettro di un segnale in modulazione di frequenza (FM) con:
- f
p=100 MHz
- f
m= 15 KHz
-
 f = 45 KHz
- V
p= 100 V
Si determina il valore di m in base alla formula:

Si traccia, sul diagramma delle funzioni di Bessel, un segmento parallelo all'asse delle ordinate in corrispondenza del valore m = 3 dell'indice di modulazione e, dall'intersezione con tutte le curve J0, J1, J2, ..., si determinano i valori che queste funzioni J0, J1, J2, ...., assumono come è schematicamente indicato nella figura sotto.
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Risulta, dal grafico:
J0 = - 0,26
J1 = 0,34
J2 = 0,48
J3 = 0,32
J4 = 0,12
J5 = 0,05
J6 = 0,01 |
E quindi le ampiezze delle righe spettrali, in Volt sono:

Si definisce banda di un segnale modulato in FM, l'insieme delle frequenze di valore significativo che lo costituiscono e cioè, nel caso in esame, di ampiezza superiore all'1% della portante non modulata.
Nel caso in esame, osservando che nelle funzioni di Bessel il valore di riferimento della portante non modulata, cioè J0 con m=0 è uguale a 1, si stabilisce di considerare come facenti parte integrante della banda del segnale modulato in FM soltanto quelle funzioni di Bessel il cui valore in corrispondenza al valore di m prescelto, sia superiore, in modulo, a 0,01.
Ecco perché nel nostro esempio abbiamo escluso J6, sesta funzione di Bessel e le successive.
Ottenuti i valori delle funzioni di Bessel, si traccia la banda del segnale modulato in FM:

Lo stesso, con i valori numerici risulta:

Nel nostro esempio la larghezza di banda è la seguente:

La formula per determinare la larghezza di banda in FM è dunque:

Per determinare però la larghezza di banda occorre conoscere i diagrammi delle funzioni di Bessel, come abbiamo fatto noi, oppure il numero delle righe spettrali, cosa che è possibile solo disponendo di un buon analizzatore di spettro.
Si può calcolare la larghezza di banda, sia pure in modo approssimativo, senza disporre né dell'analizzatore di spettro, né delle funzioni di Bessel, usando una formula empirica, dovuta a Carson:

dove è il massimo scarto in frequenza rispetto alla portante a riposo, e fmmax è la massima frequenza modulante.
Questa formula è tanto più esatta, quanto più m è grande, mentre per m piccolo non è molto precisa.
Nel caso dell'esempio precedente avrebbe dato:

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| CANALI DELLE TRASMISSIONI IN FM |
=
75 KHz

Calcoliamo, per verifica, la larghezza di banda di un canale stereofonico utilizzando la formula di Carson.

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| POTENZA NELLA MODULAZIONE DI FREQUENZA |
Nella modulazione di frequenza il segnale modulato ha ampiezza invariata rispetto alla portante a riposo e poiché la potenza di un segnale sinusoidale dipende dalla sua ampiezza e non dalla sua frequenza, la potenza del segnale modulato è la stessa di quella della portante non modulata.
Avviene dunque che mentre prima della modulazione la potenza è concentrata tutta in una sola sinusoide detta portante, dopo la modulazione la potenza, in parte rimane nella portante, in parte si distribuisce in varie righe spettrali, in proporzione al valore delle funzioni di Bessel elevato al quadrato.
Prima della modulazione:

Dopo della modulazione:


Prima della modulazione:

Dopo della modulazione:

-APPROFONDIMENTI
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