Laboratorio
PROVA SPERIMENTALE CON IL MISURATORE DI CAMPO TELEVISIVO
DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Lo strumento, oggetto di questa esercitazione presenta il pannello frontale come in figura.

E’ usato per effettuare misure nel campo televisivo e consente una selezione continua della frequenza   con il sintonizzatore a manopola in basso e all’interno delle bande I°( II°), III°, IV°/ V° della gamma VHF e UHF selezionabili con tre pulsanti rotondi in basso a destra.

Esso consente quindi, premendo il tasto  TV  in basso, di visualizzare tutti i singoli canali televisivi dal n.1 al n.69 come in un normale apparecchio televisivo in bianco e nero, per verificarne la bontà di ricezione, ma consente di effettuare altre operazioni alquanto importanti per il tecnico elettronico che si occupi di impianti televisivi.

E' in grado ad esempio, premendo il tasto posto in basso, di visualizzare il segnale televisivo composito, sia pure limitatamente agli impulsi di sincronismo di riga, in contemporanea all’immagine televisiva del canale corrispondente.

In questo modo è possibile controllare se eventuali perdite di sincronismo siano dovute al trasmettitore o all’apparecchio ricevente ed è possibile sincronizzare il canale indipendentemente dall’immagine trasmessa.

Lo strumento è anche in grado premendo il pulsante  dB  posto in basso, di misurare l’intensità del campo elettromagnetico  in una scala graduata in  i che consente anche di confrontare  l’intensità del segnale delle varie emittenti locali.

Si ricorda che il i è un’unità di misura logaritmica di tensione usata nel campo delle trasmissioni via etere che si ottiene moltiplicando per venti il logaritmo decimale della tensione misurata in :

Si può quindi capire se un canale televisivo si vede male perché è sintonizzato male il televisore o se è troppo debole la trasmittente.

Al di sotto di 40 infatti il televisore non consente di vedere bene l’immagine.

Si può impostare la funzione analizzatore di spettro premendo il  pulsante a sinistra di dB che consente in un’unica videata di visualizzare tutte le trasmittenti televisive delle cinque bande e quindi sia VHF che UHF.

Un cursore scorrevole sull’asse verticale consente, ruotando la grossa manopola del sintonizzatore posta in basso, di selezionare le varie trasmittenti collegandone l’intensità delle portanti  visualizzate dallo schermo, alla banda e alla frequenza rilevabile da un indice su scala graduata semicircolare .

Si può poi, premendo il pulsante EXPAN sempre in basso, allargare l’immagine dello spettro dei vari canali per esaminarlo in dettaglio individuando per qualche singolo canale, la portante audio in alto, non separabile dalla portante cromatica, e la portante video in basso, molto più ampia.

E’ infine possibile memorizzare otto canali, i principali, per riesaminarli più accuratamente successivamente.

Lo strumento ha due ingressi del tipo BNC, ambedue  a 75 , di cui quello a sinistra, con la scritta 20 - 90 dB è di uso normale, mentre quello a destra, è previsto per segnali particolarmente intensi fino a 130 e si usa raramente.

Vi  sono poi, in basso a sinistra, una manopola per il volume, una per il contrasto e una per la luminosità dello schermo.

Il pulsante per l’accensione è in alto a destra.

Vi è sotto poi un altro pulsante per la scelta dell’alimentazione, se cioè a batteria (DC) o a rete (AC) e ancora più sotto un ultimo pulsante (BATT Ch) che consente di ricaricare la batteria.

Al centro del pannello ci sono cinque pulsanti che inseriscono degli attenuatori interni il cui valore si legge sul display rosso.

Questi hanno lo scopo, quando lo strumento è usato nella funzione analizzatore di spettro, di far sì che l’ampiezza dell’immagine sia contenuta entro lo schermo.

  PROVA PRATICA

STRUMENTI ADOPERATI

  1. MISURATORE DI CAMPO UNAOHM GAMMA VHF - UHF
  2. N.1 CAVETTO RG 59 CON BOCCOLE BNC/TV  A 75

SCOPO DELLA PROVA

La prova in oggetto è volta a  compilare  sperimentalmente una tabella contenente tutti i nomi dei canali televisivi attivi oggi a Palermo sia della gamma VHF che UHF associandoli al numero d’ordine del canale, alle corrispondenti frequenze della portante video, al nome della banda, al  livello del segnale  ricevuto.

Scopo della prova è anche osservare come la potenza della portante si rifletta sulla bontà dell’immagine, come un segnale  di sincronismo ben pulito determina una immagine perfettamente ferma sullo schermo.

Si potrebbe anche osservare come al ruotare dell’antenna televisiva si riduca l’intensità del segnale e la bontà dell’immagine.

Si potrebbe anche determinare, se necessario, la direzione di provenienza del segnale ruotando l'antenna fino ad individuare il massimo del segnale, ma queste prove non si possono effettuare perché l’antenna è al quarto piano ed è fissa.

Si può determinare, nel caso di un canale disturbato, quale sia la trasmittente che con le proprie spurie determina il disturbo.

Per iniziare, si collega lo strumento alla presa d’antenna per mezzo di un cavetto RG 5975   con boccola BNC da un lato e spinotto televisivo dall’altro.

Quindi si collega alla rete lo strumento e lo si accende  con il pulsante in alto a destra, sul pannello frontale.

Un LED verde posto al centro in alto, ne verifica l’accensione.

Dai tre pulsanti che indicano le cinque bande dalla   I°   alla     , si seleziona  la prima banda (che comprende anche la seconda).

In basso a centro poi si preme il pulsante  TV  che consente di visualizzare l’immagine allo schermo come un normale televisore.

Si posiziona poi il selettore che è a destra in basso e che consente di scegliere i canali memorizzati dal all‘, nella posizione a sinistra priva di numero il che vuol dire che è attiva la sintonia libera.

A questo punto scorriamo con il sintonizzatore ruotante tutta la I° (e II°) banda da sinistra a destra e, osservando lo schermo, non dovremmo trovare alcuna trasmittente.

Scegliamo adesso la terza banda e scorrendo la sintonia dovremmo  incontrare sullo schermo ad un certo punto  il canale alla frequenza più bassa di tutte: ANTENNA 1 SUPERSIX.

Sintonizziamolo meglio che sia possibile, dopodiché ne rileviamo la frequenza all’indicatore di sintonia leggendolo in corrispondenza della terza banda e ne scriviamo il nome nella tabella delle frequenze.

Dovrebbe risultare il canale E con portante video 183 MHz.
Premiamo a questo punto il pulsante che consente di vedere sullo schermo, oltre all’immagine televisiva, anche il segnale di sincronismo.

Osserviamo come, al variare della sintonia, si distorca il segnale di sincronismo e come sia facile sintonizzare il canale osservando il segnale di sincronismo .

Rileviamo adesso l’intensità di campo del segnale di questa trasmittente premendo il pulsante   dB    in basso a sinistra.

Apparirà un rettangolo luminoso in alto a sinistra sullo schermo che indicherà  l’intensità di campo del canale letta in una scala in posta sulla parte superiore dello schermo.

A questo punto è meglio effettuare una sintonizzazione fine e ripeterla se necessario prima di effettuare la misura.

Per far sì che la striscia luminosa rimanga entro lo schermo è necessario aggiungere per mezzo dei tasti, l’attenuazione di 30 dB.

Nel nostro caso è risultato: 35 .

Questo valore va aumentato dei 30 dB di attenuazione aggiunta, per cui il valore vero è 65 .

Scriveremo questo dato nella tabella in corrispondenza della colonna dB.

Continuando a spazzolare la terza banda troveremo anche RETESEI e poi, in corrispondenza della frequenza di 210 MHz, il primo canale RAI TV  che annoteremo in tabella al canale H.

Selezionando la IV/V banda poi entreremo nella gamma UHF molto più fitta di stazioni e qui continueremo a sintonizzare, annotare la frequenza e il livello del segnale.

L’esercitazione si completa con la trascrizione nell’apposita tabella, del  nome, del numero d’ordine del canale e del livello del campo rilevato in corrispondenza della riga con la frequenza rilevata allo strumento dall’indice del sintonizzatore.

L’esercitazione ha un carattere essenzialmente descrittivo però, in realtà dovremmo tenere conto di altri fatti che in realtà, per semplicità  abbiamo trascurato.

Non dimentichiamo infatti che il segnale immesso nello strumento proviene da un’unica antenna a larghissima banda che ha un guadagno di 6 dB non del tutto costante all’interno delle varie bande e di cui si dovrebbe tenere conto.

Non dimentichiamo nemmeno che per misurare l’intensità del campo elettromagnetico   bisogna tenere conto dell’attenuazione introdotta dai venti metri del cavetto di discesa d’antenna che attenua il segnale che noi misuriamo.

Il cavetto è del tipo RG 59 a 75 con attenuazione di 0,18 dB/m a 210 MHz e 0,36 dB/m a 860 MHz.

Per il I° canale RAI quindi, funzionante a 210 MHz, l’attenuazione sarà di 3,7 dB, mentre, ad esempio per il canale TSB, che trasmette a 860 MHz, l’attenuazione sarà di 7,4 dB.

Ma non è il caso comunque di fare conti troppo precisi, solo è opportuno sapere, se fosse necessario, di cosa altro si dovrebbe tenere conto per avere risultati più esatti.

La tabella con i risultati sperimentali si può vedere qui sotto.

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