STRUMENTI ADOPERATI
- MISURATORE DI CAMPO UNAOHM GAMMA VHF - UHF
- N.1 CAVETTO RG 59 CON BOCCOLE BNC/TV A 75

SCOPO DELLA PROVA
La prova in oggetto è volta a compilare sperimentalmente una tabella contenente tutti i nomi dei canali televisivi attivi oggi a Palermo sia della gamma VHF che UHF associandoli al numero d’ordine del canale, alle corrispondenti frequenze della portante video, al nome della banda, al livello del segnale ricevuto.
Scopo della prova è anche osservare come la potenza della portante si rifletta sulla bontà dell’immagine, come un segnale di sincronismo ben pulito determina una immagine perfettamente ferma sullo schermo.
Si potrebbe anche osservare come al ruotare dell’antenna televisiva si riduca l’intensità del segnale e la bontà dell’immagine.
Si potrebbe anche determinare, se necessario, la direzione di provenienza del segnale ruotando l'antenna fino ad individuare il massimo del segnale, ma queste prove non si possono effettuare perché l’antenna è al quarto piano ed è fissa.
Si può determinare, nel caso di un canale disturbato, quale sia la trasmittente che con le proprie spurie determina il disturbo.
Per iniziare, si collega lo strumento alla presa d’antenna per mezzo di un cavetto RG 59 a 75 con boccola BNC da un lato e spinotto televisivo dall’altro.
Quindi si collega alla rete lo strumento e lo si accende con il pulsante in alto a destra, sul pannello frontale.
Un LED verde posto al centro in alto, ne verifica l’accensione.
Dai tre pulsanti che indicano le cinque bande dalla I° alla V° , si seleziona la prima banda (che comprende anche la seconda).
In basso a centro poi si preme il pulsante TV che consente di visualizzare l’immagine allo schermo come un normale televisore.
Si posiziona poi il selettore che è a destra in basso e che consente di scegliere i canali memorizzati dal 1° all‘8°, nella posizione a sinistra priva di numero il che vuol dire che è attiva la sintonia libera.
A questo punto scorriamo con il sintonizzatore ruotante tutta la I° (e II°) banda da sinistra a destra e, osservando lo schermo, non dovremmo trovare alcuna trasmittente.
Scegliamo adesso la terza banda e scorrendo la sintonia dovremmo incontrare sullo schermo ad un certo punto il canale alla frequenza più bassa di tutte: ANTENNA 1 SUPERSIX.
Sintonizziamolo meglio che sia possibile, dopodiché ne rileviamo la frequenza all’indicatore di sintonia leggendolo in corrispondenza della terza banda e ne scriviamo il nome nella tabella delle frequenze.
Dovrebbe risultare il canale E con portante video 183 MHz.
Premiamo a questo punto il pulsante che consente di vedere sullo schermo, oltre all’immagine televisiva, anche il segnale di sincronismo.
Osserviamo come, al variare della sintonia, si distorca il segnale di sincronismo e come sia facile sintonizzare il canale osservando il segnale di sincronismo .
Rileviamo adesso l’intensità di campo del segnale di questa trasmittente premendo il pulsante dB in basso a sinistra.
Apparirà un rettangolo luminoso in alto a sinistra sullo schermo che indicherà l’intensità di campo del canale letta in una scala in posta sulla parte superiore dello schermo.
A questo punto è meglio effettuare una sintonizzazione fine e ripeterla se necessario prima di effettuare la misura.
Per far sì che la striscia luminosa rimanga entro lo schermo è necessario aggiungere per mezzo dei tasti, l’attenuazione di 30 dB.
Nel nostro caso è risultato: 35 .
Questo valore va aumentato dei 30 dB di attenuazione aggiunta, per cui il valore vero è 65 .
Scriveremo questo dato nella tabella in corrispondenza della colonna dB.
Continuando a spazzolare la terza banda troveremo anche RETESEI e poi, in corrispondenza della frequenza di 210 MHz, il primo canale RAI TV che annoteremo in tabella al canale H.
Selezionando la IV/V banda poi entreremo nella gamma UHF molto più fitta di stazioni e qui continueremo a sintonizzare, annotare la frequenza e il livello del segnale.
L’esercitazione si completa con la trascrizione nell’apposita tabella, del nome, del numero d’ordine del canale e del livello del campo rilevato in corrispondenza della riga con la frequenza rilevata allo strumento dall’indice del sintonizzatore.
L’esercitazione ha un carattere essenzialmente descrittivo però, in realtà dovremmo tenere conto di altri fatti che in realtà, per semplicità abbiamo trascurato.
Non dimentichiamo infatti che il segnale immesso nello strumento proviene da un’unica antenna a larghissima banda che ha un guadagno di 6 dB non del tutto costante all’interno delle varie bande e di cui si dovrebbe tenere conto.
Non dimentichiamo nemmeno che per misurare l’intensità del campo elettromagnetico bisogna tenere conto dell’attenuazione introdotta dai venti metri del cavetto di discesa d’antenna che attenua il segnale che noi misuriamo.
Il cavetto è del tipo RG 59 a 75 con attenuazione di 0,18 dB/m a 210 MHz e 0,36 dB/m a 860 MHz.
Per il I° canale RAI quindi, funzionante a 210 MHz, l’attenuazione sarà di 3,7 dB, mentre, ad esempio per il canale TSB, che trasmette a 860 MHz, l’attenuazione sarà di 7,4 dB.
Ma non è il caso comunque di fare conti troppo precisi, solo è opportuno sapere, se fosse necessario, di cosa altro si dovrebbe tenere conto per avere risultati più esatti.
La tabella con i risultati sperimentali si può vedere qui sotto.

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