Modulazioni analogiche

Generalità

 MODULAZIONE DI AMPIEZZA

(AM: amplitude modulation)

Fu la prima modulazione impiegata nelle trasmissioni via etere da Guglielmo Marconi agli inizi del secolo, in quanto la più facile da concepire e da realizzare, sia nella fase di trasmissione che di ricezione, specialmente in quei tempi, quando l'elettronica ancora non disponeva di apparecchiature specifiche.
Modulare in ampiezza vuol dire far variare l'ampiezza di una portante a radiofrequenza secondo l'ampiezza di una modulante a bassa frequenza.
Nell'esempio sotto, la voce del presentatore, trasformata in tensione elettrica dal microfono, va a modulare una portante. 
  

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Il segnale modulato generato, viene irradiato via etere da un' antenna. In ricezione un semplice diodo rivela il segnale modulante, la voce umana, e lo porta all'altoparlante che lo riproduce.
E' tuttora impiegata dalla RAI - radiotelevisione italiana, nelle radiodiffusioni nella gamma delle onde medie fra 0,52 e 1,6 MHz, ma è poco seguita oggi perché molto disturbata in quanto molto sensibile al rumore.

MODULAZIONE DI FREQUENZA

FM (Frequency Modulation:  Modulazione di frequenza)

Inventata da Armstrong nel 1935, ma regolamentata solo nel 1961 in Europa all'interno delle radiodiffusioni stereofoniche, costituisce un considerevole miglioramento rispetto alla AM sia per immunità ai disturbi cui è invece molto soggetta la AM, che per numero di canali effettivamente disponibili, che per l'alta fedeltà delle trasmissioni.
E' usata anche per la parte audio del segnale televisivo, trasmesso via etere, per la televisione satellitare analogica, oltre che per alcune trasmissioni dei radioamatori. Era usata per i cellulari di tipo ETACS.
Per le trasmissioni stereofoniche sono riservate in Italia le frequenza da 88 a 108 MHz all'interno delle VHF.

Questo è un altro motivo che determina la bontà delle trasmissioni in stereofonia, in quanto la maggior parte dei disturbi, interferenze, rumori, ecc. hanno spettro che si estende fino a circa 50 MHz e non oltre.
Ha lo svantaggio di avere una banda molto maggiore della AM, per cui è stato necessario attribuirle una gamma di frequenze di cento volte più alta per consentire di usare larghezze di banda molto maggiori.
Ha anche lo svantaggio di richiedere circuiti alquanto più complessi della AM sia in trasmissione che in ricezione.
Nella modulazione di frequenza, la frequenza della portante viene fatta variare secondo l'ampiezza della modulante, mentre l'ampiezza della portante rimane invariata, come schematicamente è rappresentato nell'animazione seguente.

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La modulazione di frequenza (FM) è applicata nel campo delle trasmissioni stereofoniche nella gamma delle VHF.


MODULAZIONE DI FASE

PM (Phase Modulation = Modulazione di fase) 

La modulazione di fase è molto simile alla modulazione di frequenza, tant'è che ambedue vengono chiamate modulazioni angolari. In questo caso la modulante va a modificare la fase della portante lasciandone invariata l'ampiezza.
Anche in questo caso la banda è molto larga ed i circuito per realizzarla sono anche più complessi e sensibili di quella di frequenza. è usata però, in coppia con la modulazione di ampiezza, nel segnale cromatico della televisione.

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